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Dunkirk

ANDREA MARCOLONGO / La lingua geniale
19 giugno 2017
 

Tre spazi per ricomporre il tempo


C hristopher Nolan conquista sempre. Stavolta l'ha fatto con Dunkirk, partendo da un episodio storico che celebra una vittoria all'interno di una disfatta: il piano di Churchill nel 1940 per riportare a casa, in Gran Bretagna, soldati inglesi (e alleati francesi) dal cantuccio di Dunkerque dove la morsa nazista li aveva costretti, inesorabilmente condannati a perire.

 

La prima impressione è quella di essere dentro un’opera senza centro, con quei personaggi che non riusciamo ad afferrare o nemmeno a vedere (su tutti il "pilota mascherato" interpretato da Tom Hardy). Una storia decentrata, divisa in spazi e tempi precisi, come dice il prologo: una settimana sulla spiaggia, un giorno in mare, un'ora nel cielo. Spazio nel tempo, l'ordinatore supremo dei film di Nolan sin da Memento, passando per Inception e Interstellar.

Quel tempo che sentiamo nel ticchettio pervasivo di tutta la pellicola, mentre la storia si ricompone nella flessibilità del montaggio alternato. Potremmo paradossalmente vedere il film a occhi chiusi: mentre la musica vibratile di Hans Zimmer sbatte come le onde che intrappolano i soldati sulla spiaggia di Dunkerque, mentre i suoni ci sovrastano e ci schiantano i timpani nei sibili dei caccia nemici che sfrecciano, nei siluri che distruggono i cacciatorpediniere, nelle urla di chi lotta per non affogare. I suoni della guerra, mostrata senza truci sbudellamenti né sangue che schizza, ma forse più atroce da assorbire.

Si può fare un film di guerra senza spargere sangue? Nolan ci riesce resettando il tempo in tre spazi differenti e senza centro.

 

Non serve mostrare, basta accennare, anche solo l'espressione sul viso di un comandante (alias Kenneth Branagh). Non conosciamo il passato dei personaggi, vediamo soltanto il presente delle loro azioni. La storia di Dunkirk suggerisce, muovendosi fra terra, acqua, aria e tre punti di vista ondivaghi che sanno però dire ogni cosa. Come in un coro, distinguiamo un'unica voce ma che le comprende tutte, raccontando una storia come solo un'opera epica sa fare.


Titolo originale: Dunkirk.
Anno: 2017.
Regia: Christopher Nolan.
Sceneggiatura: Christopher Nolan.
Musiche: Hans Zimmer.
Fotografia: Hoyte Van Hoytema.
Montaggio: Lee Smith.