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Il Regno Unito può salvarsi dalla Brexit

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Q uesta cosa della Brexit aveva già preso una brutta piega all'indomani dell'esito referendario dello scorso 23 giugno. Ora la Gran Bretagna fa una figura ancora più tremenda, svergognandosi davanti al mondo come Paese governato da politici incapaci di assumersi responsabilità proprie del loro mestiere.

Facciamo un po' di chiarezza sui recenti sviluppi: è notizia di ieri il pronunciamento dell'Alta Corte Britannica in merito al ricorso presentato a inizio ottobre da Gina Miller. All'inizio di ottobre la 51enne donna d'affari fece così ricorso contro la decisione del neoprimo ministro Theresa May di far valere, nel prossimo mese di marzo, l'articolo 50 del Trattato europeo di Lisbona per dare avvio ufficiale all'uscita della Gran Bretagna dall'Europa.


 

P eccato che lo stesso articolo dica che ogni stato membro può decidere di ritirarsi dall'Unione europea conformemente alle proprie norme costituzionali. E nel caso della Gran Bretagna, rispettando quella forma di democrazia parlamentare prevista dalla Costituzione.

Un Parlamento che - come sottolineato dal ricorso di Gina Miller e approvato dall'Alta Corte - è tenuto ad approvare a maggioranza il Leave proclamato dal referendum sulla Brexit. E invece di cogliere al balzo l'occasione per riparare al danno prodotto da quel voto, che cosa fa Theresa May? Fa un contro-ricorso alla decisione dell'Alta Corte, sostenendo che la decisione sulla Brexit è stata presa a maggioranza dal popolo britannico e che il popolo è sovrano.

 

Così, in quest'eccesso di un bieco populismo che anche nel nostro stivale italico stiamo conoscendo sotto pentastellate effigi, si tasta il polso di politici dal peso specifico inconsistente. Di uomini (e donne) che già lo scorso 24 giugno avrebbero potuto (e dovuto) discutere in Parlamento l'esito di un referendum che per sua natura era consultivo.


 

In ogni caso, attendendo il pronunciamento della Corte Suprema del Regno Unito sul contro-ricorso della May, il futuro dello UK (e dell'Europa) può dipendere dal semplice buonsenso di una semplice cittadina. Un destino che ad oggi può disegnare quattro diversi scenari: una Brexit "allentata" con la permanenza UK nel mercato comune; un nuovo referendum; elezioni anticipate; la cancellazione della Brexit.

Un destino che è nelle mani della Gran Bretagna, ossia di quei politici cui la forma di governo ratificata dalla Costituzione ha demandato il potere decisionale. Il potere di decidere in maniera democratica.