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F acciamo una breve riflessione sul marcio che anche ieri s'è manifestato palesemente in Formula1 nel corso del Gp del Messico. Al via Hamilton scatta bene, arriva lungo, taglia le prime due curve ma nessuno dice nulla, giacché c'è un campionato (Mercedes?) da tenere in piedi nella sfida famigliare con Rosberg.

La gara fila via, Hamilton va a vincere seguito da Rosberg, ma la lotta per il 3° posto è viva. Vettel ha un passo migliore di chi lo precede (Verstappen), tanto da indurre lo sbarbatello della Red Bull a sbagliare, tagliando volontariamente le due curve dopo il rettilineo finale.


 

V antaggio acquisito e - come da regolamento - gli dovrebbe essere intimato di cedere la posizione al ferrarista. Lui lo fa? Macché, nemmeno a pensarci. Anzi, fa da tappo a Vettel, che nel frattempo è raggiunto anche da Ricciardo.

Teoricamente in ballo c'è il terzo gradino del podio e l'australiano della Red Bull prova giustamente a conquistarlo: attacca il tedesco con una manovra al limite, cercando di infilarsi all'interno in una curva a sinistra, Vettel resiste e tiene la sua quarta piazza.

 

La gara finisce con Verstappen che chiude terzo, parcheggia la sua auto e sale nell'anticamera dei primi tre. Solo allora arriva dalla direzione corsa di Charlie Withing la comunicazione che è sotto investigazione. Risultato: 5 secondi di penalità che lo retrocedono al 5° posto e liberano il podio per Sebastian Vettel.

Vettel nel frattempo è costretto a correre tra la folla per raggiungere la zona della premiazione, sale visibilmente arrabbiato, spiegando le sue ragioni a tutti quelli che incontra. Poi c'è solo la gioia per un podio che alla Ferrari mancava dalla gara di Monza. Finita qua?


 

Ma nemmeno per sogno. Dopo un paio d'ore arriva la colossale beffa: Vettel investigato per "aver stretto (!!!) Ricciardo nel tentativo di sorpasso finale dell'uomo Red Bull". Vettel penalizzato di 10 secondi e retrocesso in quinta posizione, addirittura dietro al reprobo Verstappen.

Funziona così nel carrozzone guidato da Bernie Ecclestone, all'interno del quale Charlie Whiting (direzione corse) applica le regole come e quando gli pare, Jean Todt (presidente Fia) è il grande assente e l'arroganza (vedi Verstappen, ieri e non solo) prevale sulla correttezza. Come vogliamo chiamare tutto ciò?