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Il pop di Moby risveglia le coscienze

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Ve lo ricordate Richard Melville Hall in arte Moby? Quello che nel 1999 ci entrò nelle orecchie con quell’ossessivo Oh Lordy, trouble so hard / Oh Lordy, trouble so hard / Don't nobody know my troubles but God / Don't nobody know my troubles but God / che apriva il suo “Natural Blues”?

Be’, ora eccolo qua con questa Are You Lost In The World Like Me che trova forma compiuta e completezza nella clip animata dall’illustratore inglese Steve Cutts, il quale ne ha disegnato la storia prendendo a modello le animazioni del vecchio Max Fleischer (quello di Betty Boop e Braccio di ferro, per intenderci).

 
 

Ne è uscito un video che affronta con lucida rabbia la nostra dipendenza dalle tecnologie digitali. Lo fa con la forza del linguaggio pop che ha sempre contraddistinto la musica di Moby, ma senza alcuna intenzione di screditare in toto la tecnologia.

L’azione di Moby è pari a quella che compiamo quando sbattiamo un tappeto, sollevandolo per liberarlo dalla polvere che ne ricopre i colori. Il pezzo di Moby si solleva come un’onda sulle distorsioni che ci ottundono la mente; uno sguardo microscopico perché possiamo riconoscerci nei nostri comportamenti, nei costumi che (troppo) spesso ci fanno perdere dentro mondi di pixel piuttosto che nelle pupille di chi ci sta davanti.