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Un metodo scientifico che dà energia

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A volte basta leggere una bolletta elettrica per capire la scienza. E porsi domande. Ci ha pensato ieri al festival “Dolcezze scientifiche” di Gardone Val Trompia il ricercatore e divulgatore scientifico Giuliano Zendri.

Dalla bolletta al risparmio energetico. Conoscere l’energia elettrica per non sprecarla il titolo di una conferenza che ha preso le mosse da una citazione del fisico Richard Feynman: “Dobbiamo ricordare che nella fisica odierna noi non abbiamo alcuna cognizione di ciò che è l’energia”. Energia, l’invisibile presenza che come la Mystica degli X-Men è mutaforma. Ed esiste in virtù di una sola azione: conservarsi.


 

U n’energia invisibile ma che si può scoprire, anche partendo da quelle pratiche domestiche di risparmio con cui tutti abbiamo a che fare. Arrivando a capire come sia trasportata e si trasformi grazie al movimento delle cariche elettriche.

Più di tutto per capire a chi ascriverne il merito: Talete e Teofrasto che nel 600 a.C. fecero i primi esperimenti? O Geronimo Cardano che nel 1550 distinse la forza elettrica da quella magnetica? O William Gilbert (1600) che coniò il termine ‘forza elettrica’? Oppure Otto Von Guericke, Galileo Galilei, Robert Boyle, Stephen Gray, Pieter van Musschensbroek, William Watson, Benjamin Franklin, Joseph Priestley, Charles de Coloumb, Luigi Galvani, Alessandro Volta, Hans Christian Ørsted, André-Marie Ampère, Georg Ohm, Michael Faraday, Joseph Henry, James Maxwell, Heinrich Rudolf Hertz, Thomas Alva Edison, Nikola Tesla, Henrik Antoon Lorentz, Max Planck, Albert Einstein. La risposta è tutti e nessuno. Tanti uomini brillanti ma un unico scopritore: il metodo scientifico.


 

Quel rigoroso metodo scientifico fatto di osservazione, riproduzione controllata, misure, elaborazione di un modello, previsione. E pronto a rimettere tutto in gioco all’indomani di una nuova teoria.

Tutto muta, tutto si muove. Tutto si conserva. Come l’energia, che varia a seconda della sua ubicazione terrestre, a seconda della cultura nazionale del Paese che ne ha bisogno, a seconda dell’evoluzione tecnologica media, a seconda delle abitudini personali di chi la richiede. Già, perché l’energia (prodotto della potenza per il tempo) arriva nelle nostre case sotto forma di corrente elettrica generata nel momento in cui è necessaria.

Grazie a Giuliano Zendri si è capito quanta energia serve mediamente a ciascuno di noi ogni giorno, come avvenga il processo di trasformazione dell’energia dalle centrali alle case, quanta energia primaria (combustibili fossili, eolica, idroelettrica, nucleare, geotermica, solare) dobbiamo fornire alle centrali, quali siano i tempi di accensione delle diverse centrali (turbogas, combinate, termoelettriche convenzionali, nucleari).

Un’esauriente lezione che ha toccato gli sviluppi della ricerca sui superconduttori e s’è fatta economia domestica fra le righe di una bolletta che tutti dobbiamo pagare, ma che possiamo rendere più leggera grazie al metodo scientifico. Aiutante invisibile e prezioso. Come l’energia.