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La leggenda si chiama Marco Pantani

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I l 2 agosto 1998 c’era un ragazzo sulle strade di Francia che stava scrivendo la storia, che stava facendo quello che dopo di lui nessuno seppe più fare: vincere Giro d’Italia e Tour de France nel medesimo anno.


 

L ui era Marco Pantani, il Pirata, il Panta, semplicemente un fuoriclasse come nessun altro. Il 2 agosto 1998 salì sul gradino più alto del podio degli Champs-Élysées. Ma è sei giorni prima che incise nell’acqua e nel vento il suo nome indelebile: si andava da Grenoble a Les-Deux-Alpes. Pantani scattò sul Galibier. Aveva 3’ di ritardo dalla maglia gialla Jan Ullrich. Scattò e ad ogni tornante rilanciava l’andatura: nessuno gli resistette. In discesa si fermò per mettere la mantellina. Ullrich stava affondando. Il Panta filava via come una saetta nel temporale. Ullrich era una nebulosa sgonfia. Pantani si avvicinava alla rampa finale. E continuava a scattare. Lo fece sino alla linea del traguardo, perché ogni secondo guadagnato era un passo verso il sogno. Ullrich arrivò con un ritardo di 9’. Marco Pantani aveva costruito la leggenda.

Il giorno seguente la Gazzetta titolò: “Marc de Triomphe”. E il giallo di quella blusa con la Tour Eiffel sullo sfondo valeva più di tutto l’oro del mondo. Marco Pantani era diventato leggenda.