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B astava uno sbshhh per rendere vero il gioco della zuffa nelle scene mimate da bambini, ragazzini e – perché no – da adulti sognatori. Quel suono onomatopeico che usciva dalle grandi mani di Bud Spencer quando prendeva a cazzotti in testa e sberle in faccia i cattivi che di volta in volta gli si piazzavano sulle strada. Un suono che già dal lontano 1967 cominciò a farci compagnia sugli schermi della tv con Dio perdona … io no! e insieme a quello che sarà l’amico di una vita, Mario Girotti.

Un suono che ha attraversato l’intera carriera di chi nacque all’ombra del Vesuvio ottantasette anni fa: un bambino di 6 chilogrammi, battezzato col nome di Carlo Pedersoli, destinato a fare del suo fisico imponente un campione di nuoto per la Nazionale italiana e poi il corpo di un attore riconoscibile in tutto il mondo: Bud Spencer.


 

C hi dice Bud Spencer, dice Terence Hill. Un’indissolubile coppia di attori nata per caso (Terence fu chiamato all’ultimo perché l’attore prescelto si era fatto male), che dal ’67 girò film su film.

Bud Spencer e Terence Hill furono due supereroi che potresti incontrare al bar Sport del paese, ma con due nomi esotici che facevano assaporare l’America, che tiravano pugni più potenti di una pistolettata e avevano la vivace leggerezza dei fumetti.

Bastava un attimo ed eri dentro quel luna park di suoni onomatopeici, musiche scanzonate alla Oliver Onions, risse che stemperavano nella finzione le scorrerie dei cattivi di turno, ridotti a macchiette da cartone animato.


 

A Carlo Pedersoli fu riservato un unico premio, il David di Donatello alla carriera ricevuto nel 2010 (in coppia proprio con l’amico Mario Girotti). E questo fu il suo unico rammarico: non essere stato considerato dal grande cinema italiano. Ma la sua grande popolarità come Bud Spencer gli ha regalato il premio più grande di tutti: la riconoscenza di milioni di persone.

Al grazie rivolto ai familiari prima di spegnersi, si unisce quello di tanti bambini diventati grandi e di grandi diventati nonni. E certamente anche chi ancora non è nato si troverà un giorno davanti a uno schermo mentre un colosso barbuto e un biondino smilzo menano le mani per dare una lezione a bulli e prepotenti con uno sbshhh che vale più di mille parole.