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Viaggio sola

AUSTIN WRIGHT / Tony & Susan
6 maggio 2016
Wolf of Wall Street, The
15 maggio 2016
 

Stretti nella solitaria limpidezza di un questionario


C’ è un ordinato senso di grazia e malinconia nelle scene che Maria Sole Tognazzi fa scorrere con garbo dinanzi al nostro sguardo interrogante. La levità del nuovo, appesa alle note che sanno di biancheria profumata di Gabriele Roberto, sin dal principio ci accompagna dentro il mondo di Irene (Margherita Buy), che vive nel segreto di un mestiere solitario, quello di ispettore di hotel.

 

Una vita a cinque stelle che trascorre nelle camere degli alberghi di lusso, scrutando le hall, valutando i camerieri, il servizio ai clienti, la pulizia, l’ordine, la cucina, le maniere. Una vita in giro per il mondo a confermare o meno lo status degli hotel migliori, archiviati tutti dentro al pc con la suprema meticolosità del catalogatore.

Una vita in giro, sempre pronta a valutare e giudicare l’operato altrui, metodicamente inquadrata entro lo spazio ordinato delle caselle da questionario. Eppure un’esistenza che si esaurisce nel lavoro, cancellando la possibilità di una vita famigliare; di quella famiglia che Irene ha sempre scansato e soltanto accarezza nei fugaci contatti con la realtà quotidiana della sorella Silvia (Fabrizia Sacchi), che ogni giorno si barcamena nella difficile arte di mamma di due vivaci bimbe e moglie di un marito musicista (Gianmarco Tognazzi) disorientato dai giochi virtuali; o di quella che avrebbe potuto costruire anni prima con Andrea (Stefano Accorsi), ex fidanzato, quindi amico fidato e unica morbida sponda per il fragile dondolio delle sue emozioni.

Nel film di Maria Sole Tognazzi la segreta attrattiva del mestiere di mystery guest e la solitudine di una vita troppo ordinata ci penetrano come vapore in un bagno turco.

 

Una condizione che ogni giorno si fa più pesante per Irene, intrappolata fra le domande dei suoi questionari di valutazione come in una stanza le cui pareti si stringono sempre di più. Quasi senza respiro, finché non incontra una viaggiatrice solitaria come lei: nell’intimità di un bagno turco non sono soltanto i pori della pelle a dilatarsi, ma anche l’anima di Irene che si apre alla confidenza, a quella riservata dimensione che il suo rimbalzare continuo fra i privilegi degli alberghi le aveva nascosto.

Un incontro che si raddoppia al bancone del bar e che mestamente diventa momento catartico allorché l’indomani Irene viene a scoprire della morte nottetempo per infarto della donna. Ogni cosa muta in lei: si confida con Andrea, finisce nel suo letto, si ravvede, dà consigli alla nuova ragazza dello stesso Andrea di non lasciarselo scappare, infine ricompone tramite le onde del cellulare il dissapore avuto con la sorella Silvia.

 

E mentre la vediamo andare bagaglio in mano sul nastro trasportatore di un aeroporto, sappiamo che il chiarore della rivelazione ha reso la sua stanza solitaria più grande, rischiarata dalla luce della consapevolezza. E anche le ultime domande di un questionario lungo quanto il film hanno il respiro di chi ha capito finalmente la propria natura, di chi sa scegliere, di chi ora può affrontare il viaggio della vita: sia esso di ordinaria normalità o di aereo ondeggiare.


Titolo originale: Viaggio sola.
Anno: 2013.
Regia: Maria Sole Tognazzi.
Sceneggiatura: Ivan Cotroneo, Francesca Marciano, Maria Sole Tognazzi.
Musiche: Gabriele Roberto.
Fotografia: Arnaldo Catinari.
Montaggio: Walter Fasano.