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AUSTIN WRIGHT / Tony & Susan

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La vita è una parentesi fra pagine di carta


U na violenta voracità ci accalappia come cani randagi in fuga, mentre scorriamo le pagine di Tony & Susan. La medesima forza d’attrazione che possiamo ritrovare dentro American Psycho di Bret Easton Ellis, con quell’apparente discrezione di facciata che sa persuaderci gentilmente a varcare la porta e accomodarci dolcemente e docilmente in salotto.

In un salotto fatto di liete maniere borghesi, dove sediamo sin dal principio accanto alla lettrice Susan Morrow, pronta come noi a immergersi nella lettura di un libro, di quel volume intitolato Animali notturni che stringe fra le mani come un inspiegabile imprevisto. È la bozza di un romanzo scritto dall’ex marito Edward, un romanzo che leggeremo insieme a lei in un inaspettato e intrigante gioco doppio: noi che leggiamo la storia di Susan che legge la storia di Tony.

T ony Hastings l’esemplare uomo di famiglia, professore di matematica, persona compìta, marito di Laura e padre di Helen. Tony Hastings e la sua famiglia in viaggio su una Buick per raggiungere la casa delle vacanze nel Maine. Tony Hastings sempre ligio al dovere ma che per una volta – per quella volta che ci scorre sotto agli occhi – decide di trasgredire e, assecondando i desideri della figlia, non si ferma in un motel per passare la notte ma prosegue nel buio dell’autostrada come mai prima.

Ed è in quell’oscuro orizzonte che si dispiega il terribile inatteso incontro-scontro che trasformerà irrimediabilmente l’esistenza della famiglia Hastings e che ha i rudi contorni di Ray, Lou e Turk. Siamo dentro la testa di Edward che ci tiene in sospeso sui destini di Tony & co. attraverso le avide pupille di Susan. E quella voglia di sapere, di conoscere, di scoprire come tutta la faccenda andrà a finire si trasferisce nei nostri occhi con quel continuo sapiente rimbalzo di prospettive che Austin Wright mette in opera.

Così, gli intermezzi fra la sempre più scura storia di Tony Hastings sono come apnee nella vita presente e passata di Susan, e sprofondiamo come animali acquatici nell’intreccio dei suoi pensieri, nel matrimonio fallito con Edward, nel fortuito tradimento, incontro e matrimonio con Arnold, nella loro piana vita borghese tra le pareti di una grande casa, lo schiamazzo di tre figli e il fondato sospetto che a essere tradita adesso sia la stessa Susan.

 

“Si scrive perché nella mente c’è un brusio, e scrivere è come tracciare un sentiero nel brusio per riuscire a raccapezzare un senso di sé. No, si scrive perché si è chiusi nel guscio del proprio cranio. Scrivere è come mandare una sonda nei crani altrui, aspettando che qualcuno risponda.”

Lo scrittore Austin Wright (Yonkers, 6 settembre 1922 – Cincinnati, 23 aprile 2003)

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Una scena del fillm Animali notturni diretto da Tom Ford nel 2016 e ispirato al libro Tony & Susan di Austin Wright


 

T utto si aggroviglia come in una tropicale foresta di mangrovie, ogni cosa è come fosse nascosta nelle acque torbide di una palude, lì dove galleggiano gli interrogativi dell’insegnante d’inglese Susan “grammaticalmente corretta e con il margine su tutti i lati” attorno a se stessa. Lì dove già stavano quelli di Tony, che impotente e inerte assistette al rapimento della sua famiglia e da tempo non poteva far altro che guardarsi da fuori.

La vita di Tony precipita in un abissale gorgo senza ritorno e quella di Susan di pari passo si complica sotto il tornasole delle parole che legge, quelle che sempre la costringono a osservarsi, a vedere il suo modo di fissare regole e leggi e di descrivere le cose “imballando i propri pensieri in parole da conservare in vista di un uso successivo”.

Austin Wright sa tenerci avviluppati a questo doppio binario di parole: la nostra vita scorre così attorno al libro ma è come se fosse una specie di sospensione prima di rivivere la vita vera, quella dentro al romanzo. Ed è in questa simbiosi che leggiamo, facendo nostri i pensieri di Edward su come “scrivere significhi mandare una sonda nei crani altrui, aspettando che qualcuno risponda”. E anche quando Animali notturni finisce, ci gustiamo l’ultimo sottile spessore rimasto di Tony & Susan come si fa al cinema con i credits finali: sospiriamo, digeriamo il film, riflettiamo. E ci domandiamo desiderosi quando potremo vedere una nuova storia, magari un libro che s’intitoli Susan & Edward.