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Il blu mediterraneo di Gershwin

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C'è il blu della Grecia dove nacque la rapsodia, epica narrazione di abili recitatori di versi come furono Esiodo e Omero. C’è quella moderna riunione di passi che provengono da più parti ed è come convergessero verso un punto attorno al quale mettersi in circolo per cantare.

È la magica Rapsodia in blu di George Gershwin, che nell’ingresso alternato di temi e strumenti come personaggi di una commedia è come dirigesse verso il centro di una città (americana) tutti i suoi multiformi caratteri metropolitani.

 
 

Eccoli lì uomini e donne che si riuniscono tutti attorno alla piazza di Gershwin, dove la bacchetta conduce una danza classica che con i suoi innesti jazz e blues brilla dei più disparati caratteri, centra le diversità in un angolo di fantasia policroma fatto di un melting pot che si riunisce sotto quel tetto blu.

Blu come il cielo della sconfinata America, blu come il mare della rapsodica Ellade. Blu come la musicale sensualità dei Nudi blu di Matisse, che con l’improvvisazione immaginativa del jazzista possiamo vedere a occhi chiusi, mentre danzano nel loro andirivieni sotto le luci della ribalta.