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La bur(r)ocrazia che impantana Villa Piccolo

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M olti forse non conoscono Villa Piccolo, quella meraviglia che vigila dall'alto su Capo d’Orlando. Un’oasi di pace e bellezza che in passato fu casa per un trio di fratelli artisti-sognatori: Agata, Casimiro, Lucio. Una donna molto bella e raffinata floricoltrice; un appassionato fotografo ed estroso pittore; infine il più piccolo dei tre, il grande poeta Lucio.

Quel Lucio Piccolo consacrato davanti al mondo dei letterati dal sommo Eugenio Montale. Quel Lucio che fu cugino di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, il quale proprio a Villa Piccolo compose uno dei capolavori della letteratura mondiale: Il gattopardo. Un luogo magico nel quale transitarono negli anni Salvatore Quasimodo, Camilla Cederna, Maria Luisa Spaziani, Vincenzo Consolo.


 

E bbene, quel luogo da oggi è chiuso. La Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella che in questi anni l’ha reso di nuovo speciale tenendolo sempre aperto e arricchendolo con eventi di ogni tipo (mostre, cineforum, spettacoli musicali, conferenze, presentazioni), quella fondazione che tanto s’è prodigata ha dovuto porre i sigilli al cancello d’ingresso perché i soldi che la Regione Sicilia avrebbe dovuto trasferirle rimangono bloccati per una vergognosa inezia burocratica.

L’ente morale, riconosciuto con decreto dal Presidente della Repubblica Giovanni Leone il 27 marzo 1972, ha deciso di chiudere per protestare contro il blocco di 180 mila euro relativi a una mostra degli acquerelli di Casimiro Piccolo (Fantasie visionarie) tenutasi la scorsa estate al teatro greco di Taormina. Alla Fondazione era assegnata una quota dei biglietti (1 euro sui 10 del prezzo unitario), ma la Regione non ha liquidato la somma perché un funzionario ha riscontrato una differenza di 50 centesimi (!).

Parlarne è l’unico modo di rendere giustizia a questo delitto che gli assurdi arzigogoli di questa perversa macchina elefantiaca che è la Regione Sicilia smetta di uccidere il bello. Per chi volesse ammirare la bellezza di Villa Piccolo, qui c’è un video di Rai Storia per la serie “Italia: Viaggio nella bellezza” (comincia dal minuto 35’09’’ e dura 14 minuti).