parallax background

Baby Boom

Lord of War
25 settembre 2015
Due volti di Gennaio, I
14 ottobre 2015
 

Indomabile forza femminile in salsa di mele


C i sono momenti che non possiamo prevedere, ci sono cose che d’improvviso cambiano la nostra vita come mai avremmo voluto e potuto immaginare. Eppure in quelle imprevedibilità sta racchiuso il nostro valore. Per J.C. Wiatt (una grandiosa Diane Keaton) l’imponderabile cammina in modo buffo, balbetta poche parole, ha un sorriso irresistibile: sì, insomma, è un’incantevole bimba di nome Elizabeth (interpretata dalle gemelle Kristina e Michelle Williams).

Una bambina che le piomba in braccio come eredità di un lontano cugino morto in un incidente, che arriva fra le braccia di quella che a Manhattan tutti conoscono come “Tiger Lady” per la sua ferma assoluta dedizione al lavoro, una donna in carriera che chiude un affare dietro l’altro per la Sloane Curtis, compagnia che fa della consulenza finanziaria il proprio diktat quotidiano verso un successo a cinque zeri.

 

Una donna che mai si sarebbe aspettata di essere madre, ma allo stesso tempo incapace di rinunciare al tenero sguardo di Elizabeth; e si fa in quattro per conciliare questo suo nuovo compito con il lavoro, anche se agli occhi dei suoi capi la bimba non è che un intralcio per una donna che doveva diventare socia della compagnia, un ostacolo sulla strada lastricata di dollari. Ed ecco il bivio che spacca in due questo delicato film diretto da Charles Shyer: scavalcata da quel giovane rampante Ken Arrenberg (James Spader) che lei stesa aveva assunto, J.C. deve decidere se rimanere nella compagnia con un ruolo minore oppure se rivoluzionare la sua vita.

La penna femminile della sceneggiatrice Nancy Meyers (quella che poi scriverà Il padre della sposa, Genitori in trappola, Tutto può succedere, L’amore non va in vacanza, È complicato) porterà J.C. ad acquistare una casa in Vermont, nella quieta cittadina di Hadleyville, contornata da gente semplice, da un frutteto, dal tempo dilatato di una riposante solitudine eppure presto quasi soffocante per una come lei abituata alla frenesia imperterrita della vita di New York City.

Dai corridoi dell’alta finanza newyorchese alla semplice cornice di un paesino nel Vermont con la bravissima Diane Keaton che si tramuta da donna rampante in amorevole mamma grazie alla piccola Elizabeth.

 

Ma se metti una summa cum laude di Yale nel centro del nulla, saprà comunque ricavare un più: ed eccolo il segno positivo che grazie alla golosa boccuccia di Elizabeth prende la forma di un barattolo di salsa di mele. Ecco il fragore dell’idea vincente targata Country Baby, la dolce ricetta della genialità che trasforma una situazione al principio scoraggiante (una donna sola, con una bimba da accudire, in una vecchia casa con mille problemi) in un imprevedibile esaltante successo.

In un gioco circolare che torna a dirci sottilmente “Ehi, non puoi mai sapere che cosa ti capiterà di buono”, il successo rimarrebbe però soltanto un complemento d’arredo, un freddo trofeo sopra un caminetto spento se a illuminarlo non ci fosse il fuoco dell’amore. Quello che J.C. incontra per caso (di nuovo) nel veterinario del paese dottor Jeff Cooper (Sam Shepard) e che cambia ogni cosa. Da New York la sua vecchia compagnia la richiama in pompa magna per proporle una vantaggiosissima proposta di acquisto per Country Baby da parte del colosso alimentare Food Chain.

 

Ma J.C. Wiatt ora è una donna innamorata, una madre felice, una volitiva imprenditrice. E sarà il calore di una famiglia che si sta creando là, nella semplicità di Hadleyville, a farle declinare l’invito a diventare milionaria seduta stante. J.C. sceglie l’amore benedetto di Elizabeth e di una vita finalmente da condividere nel disordine felice di un Baby Boom, che trasporta anche noi dentro quel morbido accogliente quadretto nel Vermont.


Titolo originale: Baby Boom.
Anno: 1987.
Regia: Charles Shyer.
Sceneggiatura: Nancy Meyers, Charles Shyer.
Musiche: Bill Conti.
Fotografia: William A. Fraker.
Montaggio: Lynzee Klingman.