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EMILIO SALGARI / Le meraviglie del 2000

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L’acuto balenio di sconcertanti profezie


N el campo lungo del cannocchiale Salgariano da sempre compaiono mondi remoti, lidi fantastici separati da burrasche, comunque luoghi geograficamente lontani. Storie che nascono nella quieta stanzetta di un geniale scrittore, capace d’immaginare misteriosi dove senza l’appoggio di alcuna rete digitale. E capace d’immaginare incredibili quando come nel profetico disegno racchiuso nelle Meraviglie del 2000.

Un viaggio nel tempo avanti di quasi cent’anni (il romanzo è scritto nel 1907), che proprio da una tecnologia usata e abusata nella successiva letteratura di fantascienza (la criogenesi) ci mette in rampa di lancio verso un mondo che oggi noi abitiamo ma ai cittadini del primo Novecento sembrava il risveglio dell’impossibile.

U n salto di un secolo avanti compiuto insieme al dottor Toby e al giovane dandy Brandok, due solitari esploratori che rinunciano al proprio presente per vivere il sogno di un futuro sconosciuto. Un futuro che lo scrittore veronese dipinge con tratti talvolta paurosamente aderenti alla nostra realtà.

Risvegliati alla vita in un mondo i cui cieli sono solcati da vascelli volanti che molto ricordano gli aerei impegnati nei voli transatlantici (il primo volo dei fratelli Wright avvenne nel 1903) e ferrovie con treni che viaggiano sottoterra aspirati/spinti in tubi d’acciaio a 300 km/h, ricordandoci i nostri convogli ad alta velocità e l’avveniristico sogno dell’hyperloop.

Uomini del Duemila che nelle loro abitazioni possono ricevere notizie del mondo tramite un apparecchio che – sulla scorta della scoperta d’inizio ‘900 della radio targata Marconi – diventa la prefigurazione di quel che sarà il televisore, grazie anche all’influenza su Salgari del cinematografo inaugurato nel 1895 dai fratelli Lumière.

 

“Io ora mi domando se aumentando la tensione elettrica, l’umanità intera, in un tempo più o meno lontano, non finirà per impazzire.”


 

U n futuro che fa del movimento – e del movimento veloce – il principio motore di ogni accadimento, così come avviene per i cibi, consegnati nelle case e nelle camere d’albergo tramite un fitto sistema di posta pneumatica: cibi preconfezionati e pronti da mangiare, che sollevano i più dai doveri di una cucina mondata dalle carni (i pascoli del Sudamerica sono scomparsi), sostituite da succedanee pillole nutritive.

Si tratta di un mondo liberato dalla guerra, ma con le Nazioni dotate di arsenali esplosivi in grado di “far saltare una città di qualche milione di abitanti”; ecco l’eco di quella bomba atomica con cui la nostra recente Storia ha dovuto fare i conti. Non ha limiti l’immaginazione di Emilio Salgari, che dota la realtà del 2003 di “pezzetti di radium” (qui l’influenza è la scoperta del radio da parte di Marie Curie) in grado di illuminare e riscaldare gli ambienti, sostituendo così le altre fonti di energia non rinnovabili (carbon fossile, petrolio, gas). E uno sguardo che si apre così anche allo sfruttamento delle energie rinnovabili, con quei mulini installati lungo la corrente del Golfo per generare energia elettrica.


 

I pionieri Brandok e Toby scorrazzano per questo nuovo mondo come nella più classica delle avventure Salgariane, finendo addirittura per rischiare la pelle in un difficile atterraggio oceanico e conoscendo la realtà delle città sottomarine ove sono stipati i galeotti. Una lunga avventura tra Vecchio e Nuovo Continente che segnerà i due personaggi con quell’intuizione profetica che più di tutte percorre Le meraviglie del 2000: quella corrente elettrica che permea il XXI secolo, che scuote e indebolisce i corpi “d’uomini di altri tempi” di Brandok e Toby; e che trova perfetta corrispondenza nell’immenso campo elettromagnetico dentro il quale siamo immersi oggigiorno. Legati da una tecnologia wireless i cui effetti a lungo termine non conosciamo realmente. Un mondo senza fili che rischia di scollegarci da noi stessi. Salgari l’aveva compreso. Già cent’anni fa.